2016/2017
Queste sono le mie pecore

Testo di:Greta Rizzolo, classe 5a della Scuola Primaria di Cortemilia – CN.

Passeggio tra i piccoli laghetti di Torre Bormida, finché un melodioso suono di campanelli cattura la mia attenzione. “C’è già Babbo Natale, a luglio?” brontolo pensierosa.
Poi un vecchio signore mi corregge: “Ti sbagli, ragazzina, queste sono le mie pecore.”
Io mi giro di scatto e vedo un enorme gregge formato da pecore, agnelli, arieti, detti anche becchi, che brucano tranquillamente l’erba fresca. Meravigliata chiedo al pastore: “Ma quante sono?”
Lui mi risponde in tono orgoglioso: “Sono centoventisette, ma se si contano anche gli agnelli fanno centotrentaquattro!”
Scrutando attentamente il gregge gli domando: “E dove sono i tuoi cani?” Il pastore con un sorriso e una piccola risata mi dice: “Non puoi vederla. E’ talmente bianca che si confonde con una pecora!”
“Vedere chi, che cosa bianca come una pecora?” “Neve, la mia cagnolina pastore. E’ di razza pastore maremmano e ha sette anni appena compiuti!” esclama il pastore.
“Ma dov’è adesso?” “Eccola, arriva di corsa!” grida il pastore felice.
“E poi c’è Biscotto” aggiunge. “Ma dov’è andato Biscotto?” ripete il pastore che comincia a preoccuparsi.
“Gioca a fare gli scherzi!” sospira Neve. “Quali scherzi?” domando, ma non faccio in tempo a finire la frase che da una roccia sbuca fuori Biscotto e alla velocità della luce grida: “Bauuuuuuuuuuuuuu!” e ci fa sobbalzare tutti. “Dai Biscotto, possibile che tutte le volte ci fai prendere un infarto?” ride il pastore, mentre riprende il fiato.
“Bla, Bla, Blaa, vi ho spaventati di nuovo!” ridacchia il cucciolo tutto nero, saltellando e spernacchiando intorno a noi.
“Non credi che dovresti piantarla con questi scherzi?” gli suggerisce Neve.
“No, ho solo un anno e mezzo e quindi posso ancora fare tutti gli scherzi più divertenti che mi pare!” protesta il cagnolino.
I momenti di gioia e allegria però finiscono subito; un agnellino infatti si è allontanato dal gregge e sta trotterellando verso il bosco, non immaginandosi che brutta sorpresa lo attende.
Un lupo affamato, infatti, lo sta tenendo d’occhio e aspetta il giusto momento per assaltarlo e fare del povero agnello un boccone prelibato.
Il pastore se ne accorge, prende il suo bastone e ordina ai cani di attaccare. Io mi nascondo dietro una roccia a guardare la scena. Neve attacca per prima, però il lupo la spinge per terra. Allora Biscotto, arrabbiato, gli morsica la coda e grida: “Uno a zero per il cane!!!” Il lupo si scaglia contro Biscotto però l’agnellino, che a Biscotto vuol bene, tira una testata sulla pancia del lupo che vola via come una foglia accanto a un ventilatore.
“Per fortuna stiamo tutti bene!” esclama Neve.
Il pastore abbraccia i cani e dice: “Ora torniamo tutti a casa, prima che torni il lupo!”
Così ognuno va a casa propria: io nel mio condominio, le pecore nell’ovile, i cani nella cuccia e il pastore nella sua cascina.
E, naturalmente, il lupo dentro la sua tana.