XX edizione: proroga della scadenza per l’invio dei libri

Case editrici, la segreteria del Premio ha deciso di prorogare la scadenza per l'invio dei libri da candidare per la XX edizione del Premio. Le...

La Biblioteca Civica ”Michele Ferrero” di Cortemilia ospite durante la diretta di ”Biblioteche in pillole”

Domani, sabato 19 giugno, ore 9.30 andrà in onda su Radio Beckwith Evangelica la puntata di ''BIP - Biblioteche in pillole''. Il coordinamento della...

Il Premio partecipa all’incontro online sui premi letterari per ragazzi – Fieri di leggere

Il 14 giugno alle 18.30 la segreteria del Premio ha partecipato con entusiasmo all'incontro online dedicato ai premi letterari per bambini e ragazzi...

C’era una volta un paese, né grande né piccolo.

Era stato costruito lungo un fiume e alla confluenza tra questo ed un torrente birichino.
Aveva tutto intorno alte colline disegnate da infiniti muri in pietra a secco.

C’erano una volta i suoi abitanti,

né tanti né pochi,
né tristi né allegri.

C’erano case importanti e case per tutti, cascine, negozi, strade e stradine,

sentieri, oggetti e prodotti. C’erano stalle e animali, prati, boschi e vigneti.

Ma non c’erano storie e leggende.

Forse c’erano state, ma nessuno le sapeva più raccontare.

Poi un bel giorno arrivò un gigante gentile, dalla lunga barba arancione.

E poi, anno dopo anno – trovata la strada – arrivarono folletti, pietre e animali parlanti, colori brillanti, storie nate dalla fantasia e dall’immaginazione. Insomma, quel bel giorno in quel luogo là scoccò una scintilla: molte cose si illuminarono e furono non solo notate, ma se ne capì – cosa ben più importante – il loro più profondo significato.

Fu come aggiungere un pizzico di sale ad un cibo sì buono, ma a cui mancava qualcosa.

Fu come aggiungere un po’ di zucchero ad un dolce sì buono, ma a cui mancava un quel non so che.

Non che da allora tutti vissero felici e contenti.

Sarebbe davvero chieder troppo e pretendere di vivere in una favola sulla terra.
Ma da quel bel giorno le cose ed i luoghi ripresero a parlare sottovoce e a raccontare le loro storie più speciali e fantastiche a chi le sa ascoltare.
E da quel bel giorno chi le sa ascoltare ha deciso a sua volta di non tenersele per sé, ma di raccontarle ad altri che le sanno ascoltare.

C’era una volta un paese, né grande né piccolo.

Era stato costruito lungo un fiume e alla confluenza tra questo ed un torrente birichino.
Aveva tutto intorno alte colline disegnate da infiniti muri in pietra a secco.

C’erano una volta i suoi abitanti,

né tanti né pochi, né tristi né allegri.

C’erano case importanti e case per tutti, cascine, negozi, strade e stradine,

sentieri, oggetti e prodotti. C’erano stalle e animali, prati, boschi e vigneti.

Ma non c’erano storie e leggende.

Forse c’erano state, ma nessuno le sapeva più raccontare.

Poi un bel giorno arrivò un gigante gentile, dalla lunga barba arancione.

E poi, anno dopo anno – trovata la strada – arrivarono folletti, pietre e animali parlanti, colori brillanti, storie nate dalla fantasia e dall’immaginazione. Insomma, quel bel giorno in quel luogo là scoccò una scintilla: molte cose si illuminarono e furono non solo notate, ma se ne capì – cosa ben più importante – il loro più profondo significato.

Fu come aggiungere un pizzico di sale ad un cibo sì buono, ma a cui mancava qualcosa.

Fu come aggiungere un po’ di zucchero ad un dolce sì buono, ma a cui mancava un quel non so che.

Non che da allora tutti vissero felici e contenti.

Sarebbe davvero chieder troppo e pretendere di vivere in una favola sulla terra.
Ma da quel bel giorno le cose ed i luoghi ripresero a parlare sottovoce e a raccontare le loro storie più speciali e fantastiche a chi le sa ascoltare.
E da quel bel giorno chi le sa ascoltare ha deciso a sua volta di non tenersele per sé, ma di raccontarle ad altri che le sanno ascoltare.

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